Soprannomi, celebri e meno celebri. Molti calciatori ne hanno, o ne hanno avuto, uno. Sin dai tempi più lontani: basti pensare al giocatore più forte del momento “la Pulce” Messi, o a uno dei nuovi idoli dei tifosi del Manchester United, il “Chicharito” Hernandez.

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Ma andiamo indietro con la memoria e ricordiamo ad esempio Eusebio, straordinario campione del Mozambico ma naturalizzato portoghese e protagonista ai mondiali del 1966, che veniva detto “la Perla Nera”. Mentre tutti gli italiani non possono certo dimenticarsi di Gianni Rivera, ritenuto da molti il più forte giocatore italiano della storia. Lui per tutti era il “Golden Boy”.
Chi dominava quegli anni però era lui, Edson Arantes do Nascimiento, più semplicemente Pelè, o, ancora più semplicemente, con un soprannome che già parlava da solo, “O Rey”. A 18 anni aveva già vinto un mondiale da assoluto protagonista, anche se non lo si è mai visto in Europa perché la sua squadra, il Santos, si oppose sempre a un suo trasferimento.
E andando avanti con gli anni, indovinate un po’ chi ci viene in mente? Non può essereche “il Pibe de Oro”, Diego Armando Maradona. Fu un soprannome che gli venne attribuito da subito, fin da quando da piccolo giocava nei campetti disastrati della periferia di Buenos Aires. Gli è rimasto addosso finchè è diventato una celebrità.
E se guardiamo in casa nostra? Che cosa ricordiamo, ripensando agli ultimi decenni del nostro calcio? Sono sicuro che il primo nome a cui tutti pensano è quello di Roberto Baggio, il “Divin Codino”. Questo ce lo ricordiamo già tutti un po’ meglio, credo che nessuno si possa dimenticare come ci trascinò di forza in finale a Usa ’94 nonostante una condizione fisica precaria.
E dopo di lui è venuto, alla Juve prima ancora che in nazionale, “Pinturicchio” Del Piero, anche se il famoso avvocato Agnelli gliene diede molti altri, e non tutti lusinghieri (vi ricordate per esempio Godot?).
Possiamo anche ricordare qualche soprannome meno bello. Se Ronaldo per quasi tutta la sua straordinaria carriera è stato “il Fenomeno”, negli ultimi anni è diventato, suo malgrado “il Gordo”, soprannome che forse fa poco omaggio alla carriera di un giocatore che è stato capace di vincere quasi da solo un mondiale oltre che entusiasmare con straordinarie giocate tutti i suoi tifosi.
E per ultimo, vi vorrei segnalare questo soprannome: Super Mario. Avete tutti capito a chi ci riferiamo? Non è che forse questo appellativo sia stato un po’ troppo precoce per un ragazzo di appena vent’anni che come tutti sappiamo ha molti problemi caratteriali ma anche uno straordinario talento in prospettiva? Noi tutti italiani ci auguriamo che anche “Super Mario” diventi un soprannome davvero famoso. Le potenzialità ci sono.
Ma potremmo andare avanti ore e ore a ricordarne e citarne: basta ascoltare una telecronaca di Carlo Pellegatti per scoprire che ogni giocatore del Milan ha un suo soprannome (da “Telepass” Abate a “Mojito” Zambrotta, passando per “Aresenio Lupin (o spiga di grano)” Ambrosini e “Graffio dell’anima” Gattuso) o passare qualche minuto davanti a un match del campionato argentino (ricordate “el piojo” Lopez o “el colo” Simeone, tanto per dirne due).
E voi? Sicuramente ricordete altri soprannomi, celebri o meno, seri o divertenti: su, la sfida è lanciata!









